ANGOLI DI TRASTEVERE | La fontana della Botte di via della Cisterna

 

Tutti sarete passati davanti alla fontana della Botte in via della Cisterna. Fu realizzata nel 1927 con allusione alla nutrita presenza di osterie che animavano la zona. Dal “caratello”, come veniva chiamata anticamente a Roma la botte con la quale si trasportava il vino, fuoriesce un getto d’acqua che si versa nel sottostante tino da mosto. Questo è affiancato dalle tipiche misure servite anticamente dalle osterie: era detta “tubbo” la caraffa da un litro; “barzilai” quella da due, dal nome dell’on.

Salvatore Barzilai (1860-1939) che usava offrirla in cambio del voto; il mezzo era chiamato la “fojetta”; 1/5 , invece, “chirichetto”, ossia la misura versata durante la Messa; infine, il bicchiere da 100ml era detto “sottovoce” o “sospiro”, poiché così si chiedeva all’oste il poco vino che ci si poteva permettere. Comunque questa fontana non fu ben accolta dai ristoratori del rione, che la credettero una presa in giro per sottolineare la diffusa abitudine di mescolare il vino con l’acqua.

 

di Federico Ciacci

Illustrazione di Enton Nazeraj