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Besós, il quartiere dell'accoglienza

May 23, 2018

 

Besós è un quartiere di Barcellona edificato negli anni ’60 per accogliere le numerose ondate di migranti provenienti dal sud della Spagna.

È qui che sorge il Menjador Solidari Gregal, una struttura che é in grado di fornire circa 400 pasti al giorno a chi nel “barrio” si trova in condizioni difficili.

Questa bellissima iniziativa è nata nel 2013 grazie ad un gruppo di persone già attive in una cooperativa che si era occupata fino a quel momento di educazione, ispirandosi ai principi dell’educazione libertaria del catalano Ferrer i Guardia.

Nei locali del Menjador Solidari Gregal decine di volontari, abitanti del quartiere, preparano quotidianamente i pasti per chi non ha nulla. Il presidente della cooperativa, José Gil, 80 anni, ricorda l’impatto che ha avuto la crisi del 2008 in questo luogo, con molte famiglie costrette a procurarsi il cibo nei cassonetti della spazzatura.

“Vedevi una madre con un bambino che apriva il cassonetto, prendeva una sacchetto, lo apriva e trovava una mela o che so io, la dava al figlio. Questo non poteva essere, non potevamo fare finta di niente! E decidemmo di scrivere un progetto per chiedere fondi e aprire questa mensa”.

La mensa solidale è finanziata dal Comune e da puntuali donazioni, sia in denaro sia in termini di generi alimentari e attrezzature, e sopravvive grazie al lavoro costante di circa 50 volontari che si alternano per garantire il servizio quotidianamente.

Per accedere a questo servizio è necessario presentare un certificato dei servizi sociali che attesta il proprio stato di necessità.

Oltre a quelli che si recano alla mensa ogni giorno per un pasto, soprattutto persone senza fissa dimora, ci sono circa 50 famiglie che si presentano al Menjador Solidari Gregal tre giorni alla settimana per ritirare pasti pronti da consumare nelle loro case. Gil spiega che il funzionamento del progetto è legato strettamente alla mobilitazione e al contributo diretto dei residenti del quartiere. La filosofia che li spinge a partecipare non è legata a sentimenti di carità o paternalismo, ma la presa di coscienza del problema esistente e che richiede uno sforzo collettivo nel tentativo di sanarlo.

“Questa é l’economia solidale, un’alternativa al sistema”, dice José. Un bellissimo esempio di come la solidarietà e la partecipazione da parte di una comunità renda possibile realizzare progetti concreti e di grande impatto positivo sulla vita delle persone.

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