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Solo: A Star Wars Story, di Ron Howard

May 27, 2018

 

In programmazione al Cinema Reale (consigliato in V.O.)

 

La genesi di Solo: A Star Wars Story non è stata semplice. Scritto da Lawrence Kasdan con il figlio Jon, lo spin off della saga stellare in principio era stato affidato ai registi Phil Lord e Chris Miller. Qualcosa va storto, Lawrence Kasdan ha una concezione diversa di Star Wars e di Han Solo, una visione meno comica, cinica magari, ma non buffonesca come quella dei registi di The Lego Movie. Kasdan conosce molto bene il personaggio di Han, ha sceneggiato L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, con J.J. Abrams ha firmato Il risveglio della forza, e in un tempo che sembra lontanissimo ha dotato Harrison Ford di fedora e frustino ne I predatori dell’arca perduta.

Quando la Lucasfilm visiona il materiale girato non è soddisfatta, propone ai due registi la collaborazione di Kasdan come regista “ombra” ma loro rifiutano e vengono licenziati. Il progetto viene così affidato a Ron Howard, che torna indietro, inverte la marcia e gira la sua personale versione di Star Wars. Intanto Alden Ehrenreich viene affiancato da un acting coach, perché la produzione non è contenta della performance di questo giovane Solo. Insomma una storia di Star Wars piena di intoppi, che alla fine però viene portata a termine.

 

Han sta scappando dall’inospitale pianeta Corellia insieme alla sua amata Qi’ra. Prossimi alla fuga Qi’ra viene catturata, Han invece riesce a scappare. La missione è quella di arruolarsi con l’Impero, diventare un pilota, e tornare a salvare la sua bella. Nel frattempo però incontra la banda di Tobias Beckett (Woody Harrelson al massimo ) e insieme al Wookiee Chewbecca, si unisce a loro...

Ci sono davvero poche stelle in questa storia galattica e non mancano alcuni elementi inconsueti, come la trincea e un improbabile treno da assaltare. Quella di Solo: A Star Wars Story non sarà certo una visione comoda, soprattutto per i fan sfegatati o per chi cerca un universo di luoghi familiari e segni riconoscibili. Perfino i bar malfamati, pur essendo frequentati da strane creature, non sembrano i soliti bar...

Certo c’è Chewbe, e ogni tanto sale, come un ricordo ancestrale, un accenno al tema tanto famoso di John Williams. Lo stesso Alden Ehrenreich regala sguardi fordiani e s’innamora a prima vista del Millenium Falcon, la nave di Lando Calrissian. Elegante e raffinato come un giocatore di Casablanca, Lando è interpretato da Donald Glover aka Childish Gambino, quello di This Is America per intenderci, il nuovo volto black che qui viaggia con la leale L3-37, droide che inneggia alla liberazione dei robot schiavi, alla parità di diritti e alla rivoluzione.

 

Mentre Rogue One si faceva forte di un’atmosfera cupa e di una sceneggiatura compatta, con Solo, almeno in apparenza, abbiamo a che fare con una struttura più sgangherata, forse anche più spontanea. Ci scordiamo della missione, lo scopo perde la sua importanza, perché su tutto domina l’impresa del momento. È certo che dietro c’è un’idea chiara: Howard prende in mano il progetto, accantona Star Wars, e decide di fare un film di avventura d'altri tempi. Scardina il personaggio dal suo universo madre e mette sul piedistallo imprese e azioni rocambolesche. Probabilmente questo era l’unico modo di raccontare un personaggio potente come quello lucasiano, e di farlo senza Harrison Ford (quando è stato annunciato lo spin off un altro Solo sembrava follia allo stato puro).

È l’impresa pura qui a tenere le redini, non le dinamiche o svolte narrative che siano. Forse non ha più senso, in questo mondo di universi espansi, pensare alle storie. Forse sono destinate a passare in secondo piano, a  dissolversi. Quanto ancora potranno resistere allo sfacelo della loro moltiplicazione potenzialmente infinita? Questo cinema delle saghe interminabili, questo cinema tirato fino alla dissoluzione dell'origine, è destinato a perdere lo scheletro e a rimanere solo come immagine di cui essere fruitori. Un cinema che dimenticherà presto il proprio passato e chissà cosa diventerà.

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