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Bancarella Netflix - Titolo della settimana: Warrior, di Gavin O'Connor (con un accenno a Venom...)

October 5, 2018

 

 

 

L'idea di Bancarella Netflix nasce dall'esigenza, all'interno della dispersiva e sconfinata programmazione Netflix, di pescare come in un mercatino delle pulci film e prodotti di qualità o anche non di qualità, basta che abbiano qualcosa da dire, che siano in grado in qualche modo di fuoriuscire dall'anonimato della quantità. Più che concentrarsi sulle novità andremo a ripescare film che sono sempre stati lì, di modo che una volta esauriti i grandi titoli o gli ultimi arrivi, avrete a disposizione qualche suggerimento per le serate invernali, per i pomeriggi di febbre e  per le mattinate sfaticate del weekend.

 

 

Due parole sul perché Warrior:

 

La scelta di questo "capo" dalla Bancarella Netflix deriva da un’esigenza particolare che non è solo quella di consigliare un buon film per ogni ora e occasione. Proprio ieri è uscito nelle sale Venom di Ruben Fleischer, con Tom Hardy nei panni di Eddie Brock, giornalista investigativo che diventa molto intimo con Venom, organismo alieno importato dallo spazio dal temibile dott. Carlton Drake.

Cosa c'entra Warrior? Praticamente nulla, se non con il fatto che l'unica nota positiva di Venom è l'aver saputo sfruttare una delle doti principali dell'attore inglese, ossia la sua fisicità. Proprio in Warrior, ottimo film Gavin O'Connor, la fisicità dell'attore inglese esplode in tutta la sua potenza regalando al film un personaggio i cui silenzi ben si accordano a quelli del grande Nick Nolte e agli occhi Joel Edgerton. La storia è quella di una famiglia sfasciata, un padre ex alcolizzato e due figli che cercano di rimuovere il passato. La guerra come trauma irrecuperabile, la lotta come unica via di sopravvivenza. Uno di quei film dove ogni conflitto è risolvibile solo su un ring a suon di calci, sudore e sangue. Come se il dolore potesse essere espulso esclusivamente attraverso la fatica e la vittoria. E oltre a questo Warrior è anche un film di sguardi, di ripensamenti, di cattiveria, di ascesa e perdono. 

Anche il film Sony sul super eroe controverso sa sfruttare la fisicità del suo protagonista accordandolo al bel disegno di Venom. Un agglomerato nero e multiforme, che si impossessa delle persone rubandone la forma. Tom Hardy  è un antro perfetto per  la possente creatura aliena che strisciando seduce i corpi e li fa suoi. Ma quella di Venom è sicuramente un’occasione persa, un'opera che in quest’epoca pregna di super eroi e di film strabilianti, rimane in disparte zitta zitta, destinata ad essere relegata nell'oblio pochi minuti dopo l'uscita dalla sala. Venom è un parassita come lo definisce lo stesso Eddie Brock, è un potere oscuro che rende schizofrenici, costringendo il posseduto a sentire la sua voce e seguire i suoi capricci,  dotandolo di una doppia personalità e mantenendolo sempre in bilico fra il bene e il male. Quanto sarebbe stato bello perderci  in quest'oscurità, osservarla fino in fondo. Essere complici di tentazioni e perversioni. Invece è solo il film ad apparire come una creatura divisa a metà, una mera presentazione del personaggio che non ci invoglia a conoscerlo meglio. E non era forse anche Avengers Infinity War un film di mezzo, una creatura senza chiusura, un anelito che si smaterializza nel vuoto? Ed è proprio dopo un prodotto come quello, che furbescamente ha rimesso in discussione ogni certezza, che un film come Venom appare quanto mai sorpassato, sbiadito, una luce che sembra appartenere ad una narrazione cine comics di tanti anni fa. 

Lungi da noi sconsigliare alla gente di non andare al cinema. Ma quando tornate a casa, se volete un altro Tom Hardy, guardatevi Warrior

 

 

Per chi lo desidera, il trailer:

 

 

 

 

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