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Bancarella Netflix - Titolo della settimana: A Ciambra, di Jonas Carpignano

October 9, 2018

 

 

L'idea di Bancarella Netflix nasce dall'esigenza, all'interno della dispersiva e sconfinata programmazione Netflix, di pescare come in un mercatino delle pulci film e prodotti di qualità o anche non di qualità, basta che abbiano qualcosa da dire, che siano in grado in qualche modo di fuoriuscire dall'anonimato della quantità. Più che concentrarsi sulle novità andremo a ripescare film che sono sempre stati lì, di modo che una volta esauriti i grandi titoli o gli ultimi arrivi, avrete a disposizione qualche suggerimento per le serate invernali, per i pomeriggi di febbre e  per le mattinate sfaticate del weekend.

 

 

Due parole sul perché A Ciambra:

 

Con A Ciambra consigliamo un gioiello. Non abbiamo timore di esagerare nel dirlo, perché il lungometraggio di Jonas Carpignano presentato alla Quinzaine des Rélesateurs nel 2017 è certamente uno dei prodotti italiani (anche se un po' ibrido) più meritevoli degli ultimi anni. Premiato con la miglior regia e il miglior montaggio ai David di Donatello, A Ciambra  ha segnato un punto di svolta nella scorsa edizione del premio italiano, o comunque un piccolo segno di cambiamento nel panorama del cinema nazionale. Questo perché sembra esser stata data una spinta a quei film “festivalieri” che non trovano una giusta distribuzione nelle sale ma che rappresentano una vera eccellenza del cinema nostrano (pensiamo anche al bellissimo Sicilian Ghost Story di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, vincitore della miglior sceneggiatura non originale).

 

Ecco le vicende di Pio, ragazzetto della comunità di zingari di Gioia Tauro (la Ciambra per l'appunto) che sta diventando un "uomo".  

Questo giovane regista ci scaraventa fin dentro al cuore degli eventi, la regia è potente, silenziosa al limite del documentaristico ma al contempo viscerale, veicolo verso uno sconcertante e caldo senso di intimità. A molti verrà in mente di gridare all'eredità neorealista. Se ne avvertono le tracce questo è certo, ma Carpignano sa bene che nulla di puro è più possibile e non cade nella trappola di insistere su un cinema che non può più esistere. Si libera così di questa pesante eredità e restituisce un ibrido che prende la forza degli sguardi passati ma che li mischia  ad altro, tracce di cinema di genere, colori e canzoni pop... Tutto a incorniciare un racconto di formazione, che è anche un documento, che è anche un invito a partecipare.

 

Per chi lo desidera, il trailer:

 

 

 

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