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Teatro Argot - In scena: Forse era meglio Vasco, di Umberto Marino

October 10, 2018

 

 

 

 Di fronte a noi si apre un piccolo seminterrato in un palazzo signorile nel centro di Roma. Venticinque anni fa dei ragazzi alle soglie dei trent’anni si ritrovavano qui per suonare e sognare di poter essere un qualche celebre gruppo rock d’oltremanica. Oggi Filippo, uno di loro, è morto e ha lasciato come sua ultima volontà che il gruppo suonasse al suo funerale. La cantina poco a poco si rianima; quegli amici che si erano persi di vista adesso si rincontrano. Ci si abbraccia, si piange, ci si aggiorna sulle proprie vite, sui bollettini medici e, come è ovvio, si ricorda il passato. Forse bisognerà risolvere qualche questione lasciata in sospeso, rivelare dei segreti tenuti nascosti, sfogarsi e dire quello che non si ha mai avuto il coraggio di dire... O forse, più semplicemente, bisognerà trovare il giusto cavetto per collegare gli strumenti all’amplificatore e ricominciare a suonare.

 

Dopo ventisei anni Umberto Marino ripropone un sequel spurio del grande successo del 1992 Volevamo Essere gli U2 , richiamando sul palco la stessa compagnia .Nel suo Forse era meglio Vasco il regista ripropone alcuni elementi del vecchio spettacolo riadattandoli all'oggi e al tempo che è passato anche per i nostri protagonisti. Proprio in questa  contrapposizione tra diverse epoche si dispiegano gli snodi concettuali decisivi dello spettacolo. Da una parte la cantina strabocca di oggetti del passato, di cianfrusaglie che non si usano più ma che si è avuto cura di conservare, dall’altra i dialoghi sono in continua dialettica con il presente e con il turbinio di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita. Ogni personaggio vive il suo rapporto con il nuovo in modo diverso: c’è chi lo accetta e ci convive normalmente, chi non lo comprende ma ne è diventato schiavo, chi invece  è riuscito a cavalcarlo e ad avere successo.

 

 

 

Avvertiamo una perenne sfasatura fra personaggi e realtà, come se questi ultimi non riuscissero a metterla a fuoco completamente, forse perché il mondo dopo il crollo del muro di Berlino non è quello che speravano. La cantina funge da macchina del tempo o per meglio dire diventa un luogo dove poter bloccare quest'ultimo e mettere in pausa il mondo esterno. Ed è proprio con i vecchi amici che si ritrova la voglia e la forza per uscire fuori e affrontare la vita con un pizzico di coraggio in più. Il tempo della musica potente e impegnata degli U2, quello in cui si aveva la voglia e la presunzione di voler cambiare il mondo, è ormai passato. Adesso ci vuole la dolce e pigra disillusione vascorossiana, dove non bisogna necessariamente trovare un senso a questa storia per riuscire a vivere.

 

Lo spettacolo di Marino è ben lungi dall’essere un’opera rivoluzionaria ed egli stesso ne è ben consapevole. L’auto-ironia è un tappeto costante, un'arma sempre pronta a smorzare le situazioni più drammatiche. È vero,  alcuni colpi di scena sono prevedibili, alcuni personaggi sono meno riusciti di altri e l’impianto drammaturgico è molto classico e senza particolari lampi innovativi. Ma questi, che all’apparenza possono sembrare dei limiti, concorrono invece a creare un senso di immediata familiarità, che rende le oltre due ore della durata dello spettacolo leggere e godibili. Il grande merito di Marino è quello di raccontare una storia semplice seguendo linee narrative classiche, la cui importanza è spesso dimenticata da gran parte del teatro contemporaneo.

Detto questo Forse era meglio Vasco è un'opera necessaria al panorama romano di oggi. Speriamo che il coraggio di Argot Produzioni  nel mettere in scena sette attori e una scenografia (a cura di Alessandro Chiti) degna di un grande spettacolo, possa contagiare tutti i teatri, soprattutto quelli con meno risorse, diffondendo l’idea che il “gran teatro” si può fare anche nei piccoli spazi.

 

Orari spettacoli:

dal martedì al sabato ore 20.30

domenica ore 17.30

 

Via Natale del Grande 27

Telefono 065898111

info@teatroargotstudio.com

www.teatroargotstudio.com

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