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Asiatica Film Festival - Someone From Nowhere, di Prabda Yoon

October 11, 2018

 

 

In questi giorni- dal 3 al 10 ottobre- il cinema Nuovo Sacher ha ospitato la XIX edizione dell'Asiatica Film Festival. La sala del Nuovo Sacher ha avuto modo di proiettare una rassegna di 30 film inediti in Italia e in Europa, introducendoli spesso con l'intervento dei registi, mentre nel palazzo adiacente, il WeGil, si sono svolti numerosi incontri con scrittori, eventi a tema e dibattiti con personalità esperte della cultura asiatica.

Tra la numerosa offerta di film, particolarmente interessante si è rivelato Someone from nowhere del regista e scrittore Prabda Yoon, presente in sala e alla seconda esperienza registica dopo aver debuttato con Motel Mist.

Il film - presentato al 30th Tokio International Film Festival e candidato all'Asian Film Award per la Miglior Sceneggiatura - è costruito intorno ad una complessa dialettica tra due personaggi - gli attori thailandesi Chayanit Chansangavej e Peerapol Kijreunpiromsuk- e solo apparentemente inganna il pubblico vestendosi da thriller psicologico: già nella seconda metà del film infatti ci rendiamo conto dell'inconsistenza realistica della narrazione e dei protagonisti stessi, trovandoci alla fine, davanti ad un opera non etichettabile in uno specifico genere.

 

Someone from nowhere racconta la storia di una donna, la signorina Napatsorn, che si sveglia nel suo appartamento e dopo scene di routine mattutina, si prepara per andare a lavoro, dove non arriverà mai. Questo perché, mentre la vediamo aprire la porta di casa, la donna rimane bloccata sulla soglia, spaventata da un uomo disteso sul suo pianerottolo, pesto e sanguinante.

Napatsorn si volta per chiamare al citofono la hall del condominio e chiedere aiuto, ma tornata all'ingresso si accorge di un inquietante particolare: l'uomo non è più riverso in terra ma disteso inspiegabilmente sul suo divano. 

 

Se all'inizio siamo portati a pensare che quell'uomo ha semplicemente passato una brutta nottata, presto capiamo che non è lì per caso e che a Napatsorn non dovrebbe neanche apparire come un estraneo, come le sue reazioni invece ci fanno credere.

Quest'uomo, accompagnato dallo stupore della protagonista e dal nostro, dichiarerà come la sua presenza in quella casa abbia l'unico obiettivo dir rivendicare il diritto di proprietà dell'appartamento, di cui è l'unico intestatario. In funzione di ciò, ognuno dei due protagonisti cercherà di dimostrare all'altro di possedere e conoscere la casa. 

 

Prabda Yoon intesse la sceneggiatura utilizzando vari livelli semantici affinché la storia acquisti un significato filosofico-psicologico e un intento politico- il secondo nascosto dal primo, censura dovuta alla poca tolleranza della Thailandia. Così il tema dell'identità - caro al Paese causa i suoi trascorsi da colonia- s'intreccerà al tema della proprietà e al modo di gestirla. L'incontro con il regista ci ha condotto a riflettere sulla soggettività della verità, sulla creatività dell'immaginazione e su come questo viene inteso nel film. Spunti di riflessione anche sulla teoria dell'eterno ritorno nietzschiano- il film ha una struttura ad anello- e sulla concezione che il regista ha dell'esperienza. Come la sceneggiatura, anche il contrappunto sonoro e soprattutto il montaggio, sono rotti dai vari strati che il racconto occupa. Le sonorità industrial e metalliche accompagnano la bravura degli attori esaltandone l'ansia e la tensione sottostante, riuscendo pienamente a coinvolgere lo spettatore. La sconnessione del montaggio, frammentato dai jump cuts e da transizioni improvvise tra immagini contrastanti, ricrea un climax ascendente che ci guida verso un apice caotico, oltre il quale il racconto è obbligato a iniziare un'altra volta per riuscire ad andare avanti. Sono sceneggiatura e montaggio a farci vedere come la storia narrata, seppur girata quasi esclusivamente in interni (un topos del regista), non si sviluppi lungo nessun tempo e nessuno spazio, ma si muova in un luogo indefinito, tra un appartamento e la volontà creativa e simbolica dell'artista.

 

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