© 2017 by "IL VENTRILOCO". creato con Wix.com

En guerre - Stéphane Brizé e Vincent Lindon al Nuovo Sacher

November 7, 2018

 

 

Vogliamo scrivere davvero poche parole riguardo a questo splendido film che molti potrebbero definire difficile (parola detestabile, che già parte sconfitta). Partiamo con Un vie, film precedente del regista francese. Tratto da un racconto di Guy de Maupassant, Un vie è la storia della vita di Jeanne e della sua esistenza nel 19º secolo. Anche Un vie potrebbe essere considerato un film difficile. Il regista riprende la lentezza di quei giorni antichi, tratteggia ogni ora con i suoi pigri cambi di luce. Sosta per lunghi minuti sul collo della bella Judith Chemla, illuminato dalla luce delle candele. Restituisce un altro tempo.

 

Sì, il rapporto con il tempo ci affascina enormemente nelle opere di Brizé, perché ha a che fare sempre con l'esistenza e con la sua qualità. Con En guerre, anche se cambiamo epoca e argomento, in realtà siamo di fronte  a qualcosa di non dissimile. Gli accadimenti della vita, la qualità del nostro tempo...dal collo di Jeanne alle lunghe manifestazioni. Si potrebbe dire che il regista sfiora il documentaristico con il suo estremo realismo, e tornando al film di stasera, le riprese delle riunioni sindacali quasi ci ricordano quelle di Frederick Wiseman, sempre attento a ciò che succede nelle poltrone istituzionali, che poi sono sempre poltrone politiche. Certamente siamo di fronte ad un film di finzione e non ad un documentario (sulla differenza fra le due forme poi, ci sarebbe da discutere) ma anche la regia di Brizé è intrinsecamente politica, sfiancante, insistente. 

 

La storia di Laurent Amedeo (Vincent Lindon), delegato sindacale e portavoce dei 1100 dipendenti di una fabbrica in chiusura, è la storia di una lotta, anzi come dice chiaramente il titolo, di una guerra. E la guerra è sfiancante ma al contempo ha l'estremo dovere di sfiancare. En guerre non è un film volontariamente politico. Un film che viene considerato e si considera tale, va sempre guardato con sospetto. Con le sue immagini En guerre, riesce a farsi portavoce di uno squarcio doloroso di realtà, che è anche e soprattutto quella mediatica dei telegiornali o quella indecifrabile dell'informazione alla portata di tutti, che si muove rapida attraverso gli smartphone e ancora lungo l'infinità del web. L'informazione che cavalca spedita ogni secondo, al contrario  di quelle ore lente e silenziose di cui sopra.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload