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Bancarella Netflix - Jim & Andy: The Great Beyond, di Chris Smith

November 27, 2018

 

 

Due parole sul perché Jim & Andy: The Great Beyond : 

 

Devo ammettere che questo è un consiglio che do sempre a chiunque incontro. Da quando l'ho visto alla 74° Mostra del Cinema di Venezia questo documentario è diventato un'ossessione per me (tanto che ne ho parlato anche nel numero 2 del Ventriloco). Ma coglierò al volo l'occasione di Kidding, la bella serie di Gondry con Jim Carrey  da poco arrivata sugli schermi. La colgo perché amo parlare di questo documentario.  Forse perché riunisce al suo interno temi che mi interessano particolarmente, il found footage prima di ogni cosa, quel riutilizzo di materiale filmico preesistente per altre storie da raccontare. Forse anche perché Jim & Andy: The Great Beyond di Chris Smith palesa una volta per tutte un aspetto di Jim Carrey che fin da piccola ho sempre avvertito come un'eco e cioè che dietro quell'incredibile maschera comica si nascondeva un abisso di malinconia. E che forse era proprio quell'abisso a rendere quella maschera così incredibile. Noi, bambini negli anni 90 cresciuti con i tanti volti d Jim Carrey. Non è stato lui uno dei primi a suggerirci  l'idea di una lettura demenziale del mondo? E poi col tempo siamo cresciuti e ci è stata mostrata un'altra identità di Jim Carrey, quella più esplicitamente persa, sempre sull'orlo di una disperazione senza cura. E forse non l'abbiamo mai davvero compreso appieno, ma probabilmente  è stato un momento importante quello in cui da bambini spensierati cresciuti con Ace Ventura e The Mask, ci siamo ritrovati ad accettare The Truman Show e ancora più in là The Eternal Sunshine of the Spotless Mind.

 

Jim & Andy è la storia di un film dietro ad un film, della finzione che si mischia a tal punto con la realtà da fondercisi completamente, fino a farci girare la testa nel tentativo di ritrovare la linea di confine. Esattamente la sensazione che proviamo quando tentiamo di stare appresso a quel comico burlone di Andy Kaufman (o cantante e ballerino, come preferiva farsi chiamare). Quello che succede nei suoi sketch è vero o no? Ma soprattutto, arrivati a questo punto, che differenza fa? Sul set di Man on the Moon di Miloš Forman, in cui Jim Carrey interpreta Kaufman, l'attore canadese gira un backstage rimasto nascosto fino all'uscita del documentario che state per vedere. Il motivo per cui la Universal impedì che il materiale diventasse pubblico è ravvisabile nel fatto che all'epoca Carrey era il volto per eccellenza delle commedie americane per famiglie. Il making of del bel film di Forman ci mostra l'attore che, per interpretare al meglio Kaufman, decide di calarsi completamente nei panni del personaggio e di non toglierseli più fino a riprese concluse.

 

Si crea un cortocircuito fra ciò che è vero e ciò che non lo è, come sempre succede quando abbiamo a che fare col found footage. In più qui siamo di fronte ad una sorta di reincarnazione o meglio, di omaggio così sentito di un comico ad un altro comico da diventare una possessione. Ci ritroviamo sull'orlo della follia di Carrey e nel pieno di un lungo sketch di Kaufman. Situazioni strane sul set. I genitori di Kaufman accorrono per poter riabbracciare il figlio, morto di cancro ai polmoni a 35 anni.  Forman  prega Andy, che poi è Jim, di poter parlare con Jim che in quel momento è Andy. Ad un certo punto, come se già non bastasse questo delirio di identità,  entra in gioco anche un altro personaggio: Tony Clifton, celebre e insopportabile alter ego di Andy Kaufman spesso interpretato anche dal fratello Michael o dall'amico Bob Zmuda, tanto che all'epoca è capitato che non fosse davvero chiaro se questo Clifton fosse un personaggio o una persona reale. 

 

Che meraviglia...Come diventano imprevedibili gli attimi, come viene interrotto e rielaborato il normale corso degli eventi. Come si alleggerisce il peso della realtà nel momento in cui qualche prescelto riesce a smascherarne il potenziale pazzo e giocoso. Non vive forse per questa missione il comico, al costo di sacrificare una parte di sé, anche di impazzire per un certo periodo della propria vita? È un film triste questo ma è anche allegro, folle, destabilizzante. Proprio come Andy. Proprio come Jim.

 

Per chi lo desidera, il trailer:

 

 

 

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