© 2017 by "IL VENTRILOCO". creato con Wix.com

Bancarella Netflix - Under the Skin di Jonathan Glazer

December 4, 2018

 

 

Due parole sul perché Under the Skin:

 

Under the Skin fa parte di quei film di cui ho sempre sentito parlare posticipando, forse proprio per questo motivo, la visione per lungo tempo. Arriva sempre il momento in cui questi film rimandati ti raggiungono. Spesso ci si perde in giri di parole, in discorsi lunghi e astrusi, ma per il film di Jonathan Glazer c'è poco da dire. Under the Skin è proprio un bel film. Uno dei suoi meriti principali, al di là di ogni altra cosa, è che riesce in un'impresa difficile, che è quella di turbare nel profondo senza abbandonarsi al facile eccesso dell'immagine. Mi spiego meglio. Con Under the Skin Jonathan Glazer raggiunge quel luogo torbido appartenente ad ogni essere umano che il cinema, al contrario della letteratura, rischia di esplorare affidandosi pigramente all'evidenza delle immagini. Tanto quanto una parola, l'immagine va saputa usare, va calibrata, centellinata. Under the Skin si muove in modo sinuoso in un territorio esistenziale privo di speranza, è elegante e mai rigido, inafferrabile ma mai troppo etereo. Ogni scena è tangibile e s'imprime con forza. Under the Skin è perfetto, come la sua protagonista Scarlett Johansson. Questo perché Glazer si mantiene in equilibrio sul peso delle immagini, oltre il quale c'è l'osceno troppo facile. Non avvertiamo mai la sua intenzione di sconvolgere, sebbene ogni svolta narrativa si diriga verso il peggio ed ogni scena nella sua estrema bellezza, alla fine, ci sconvolge. 

 

Sensazioni oscure e recondite vengono trattate con enorme rispetto, corteggiate con la bellezza delle immagini affinché sprigionino tutta la loro grazia. A fine visione un certo orrore ci rimane addosso ma siamo anche affascinati. Una parte di noi è stata risvegliata ed è un bene, meglio non reprimerla o lasciarla troppo sopita. Siamo stati sedotti. Mi viene da pensare alla perfezione di Rosemary's Baby, anche se ovviamente stiamo andando da tutta altra parte, verso un altro genere ma soprattutto in alto in alto, su nell'Olimpo. Ci basta una fetta di carne cruda o un beverone fatto con una strana radice di cui riusciamo a percepire l'odore. Ci basta quello per essere assaliti dall'angoscia ma anche, e qui sta il punto, per rimanere profondamente affascinati da quel male. 

Qui c'è la Scozia, c'è Glasgow dove si muove la sensuale Scarlett che si mostra nel pieno morbido e fiero delle sue forme. C'è quell'ambientazione grigia, intrinsecamente extraterrestre. Alla fine ci sentiamo come davanti ad un lungo poema triste e estremamente erotico. La parabola esistenziale di un essere puro.

 

Per chi lo desidera, il trailer:

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload