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Bancarella Netflix - Quel che resta del giorno, di James Ivory

December 11, 2018

 

 

Due parole sul perché Quel che resta del giorno:

 

Quel che resta del giorno è tratto da un romanzo di Kazuo Ishiguro, scrittore britannico di origine giapponese. Il regista è James Ivory, grande narratore di film in costume, quelli che dilatano il tempo e rilassano l'anima perché ci riportano ad un altro scorrere di secondi e minuti, più densi e lenti. James Ivory ha da poco vinto l'oscar per la miglior sceneggiatura non originale con Call Me By Your Name di Luca Guadagnino, altro film che a suo modo si svolge in una sorta di sospensione temporale, un caldo estivo rarefatto e fermo. E anche lì c'è una casa separata dal resto del mondo, che si mantiene inconsapevolmente nella sua atmosfera come di sogno... 

 

In Quel che resta del giorno c'è il fuori e c'è il dentro. 

C'è l'interno dei personaggi e della magione di Darlington House dove il maggiordomo Mr. Stevens (Anthony Hopkins) conduce la servitù  in modo rigido e impeccabile. Quando arriva la nuova governate Miss. Kenton (Emma Thompson), Mr. Stevens lotta per impedire cambiamenti e stravolgimenti. Lotta affinché tutto resti uguale e apparentemente perfetto, dentro l'animo e dentro quella casa immobile. Poi c'è l'esterno, il fuori in cui impazza la Seconda Guerra Mondiale, che raggiunge la magione tramite importanti incontri politici decisivi per la sorte dell'Europa. Dentro e fuori principi e regole a cui attenersi, perché impongono una disciplina sicura senza la quale il mondo sembra fratturarsi. E lì è l'errore, quando non si capisce che la frattura è già intrinseca all'unità, alla compattezza, alla diabolica purezza. 

 

Quel che resta del giorno è una grande storia d'amore. Un film di infinita bellezza e grande tristezza, la cui vicenda non si apre mai alla speranza pur facendola intuire nella campagna inglese lontana dal caos, nel tramonto che trascina via la nitidezza spietata dei contorni.

Ogni singolo elemento, dalla regia rispettosa del tempo antico alla fotografia che riflette timide luci, ci avvicina ai personaggi, ci include nelle loro dinamiche e nel periodo storico, nell'aria di quella casa che possiamo quasi respirare, attraverso i dettagli sublimemente disegnati e il rumore soffocato delle stoviglie.

C'è poi il racconto dell'aristocrazia, classe chiusa e sospesa in una strana dimensione ottusa. La servitù che gli si muove intorno. Spazi e tempi, storie e fatti separati e uniti, connessi e lontani. 

 

Per chi lo desidera, il trailer:

 

 

 

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