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Bancarella Netflix - Snowpiercer, di Bong Joon-ho (con accenno a Macchine Mortali, ora nei cinema)

December 18, 2018

 

 

Due parole sul perché Snowpiercer:

 

Snowpiercer non sarà un film di Natale ma è certamente un film invernale, su questo non c'è dubbio. Giovedì 13 dicembre è uscito nei cinema Macchine Mortali di Christian Rivers. Il regista è alla sua opera prima ma da molto tempo ha a che fare col cinema, essendo un fidato compagno di Peter Jackson, qui nelle vesti di produttore. Rivers è nel dipartimento artistico di Jackson fin dai tempi di Splatters – Gli strizzacervelli, ma in Macchine Mortali ha deciso di posizionarsi dietro la macchina da presa. La storia è quella di un mondo post apocalittico in cui le città sono grandi navi che solcano la terra arida, sostenendosi solo fagocitando città più piccole. Un ragazzo e una ragazza uniscono le loro forze per fermare la terribile cospirazione di un uomo assetato di potere.

Anche Snowpiercer di Bong Joon-ho (regista del meno riuscito Okja) è ambientato in un mondo post apocalittico ed è tratto da una serie a fumetti francese dal titolo Transperceneige. Questa volta il produttore è Park Chan-wook, l'uomo della Trilogia della Vendetta. Qui il mondo è decimato da un'era glaciale, non ci sono più forme di vita se non sullo Snowpiercer, locomotiva sempre in movimento che viaggia dritta senza fermarsi mai. Il treno è un microcosmo di società umana diviso in classe sociali perché come dice Windsor, creatore della locomotiva e quindi Dio di quel mondo, serve ordine. Ogni cosa deve stare al suo posto. Il film di Joon-ho sfrutta lo spazio stretto della locomotiva che costringe sempre ad andare avanti. Come in una corsa per la sopravvivenza l'uomo sul treno deve procedere in verticale, evolvere, e l'unico modo per farlo è salire verso l'alto attraverso splendide scenografie che cambiano via via che si raggiungono le prime classi. Tutto sta nel movimento e il regista coreano lo sa. Così come la locomotiva che non si ferma mai, anche il film procede dritto verso un crescendo di avvenimenti. L'apocalisse riporta l'uomo ad essere nomade, a non avere una vita sedentaria, necessaria per poter ricostruire tutto da capo. Rivers invece non coglie il potenziale delle sue città pirata dotate di arpioni ma le ripone da subito in secondo piano, come mero accessorio. Macchine mortali rimette in gioco le solite dinamiche narrative e invece di sfruttare il suo potenziale si appoggia comodamente ai soliti riferimenti, passando da Avatar a Star Wars, senza trovare una sua unicità e una spinta verso l'alto. Godetevi piuttosto questo film glaciale e fatelo al calduccio, come è giusto guardare ogni film post apocalittico che si rispetti. 

 

Per chi lo desidera, il trailer:

 

 

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