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Speciale di Natale - Sballati per le feste! di Jonathan Levine

December 20, 2018

 

Pochi giorni fa è morta Penny Marshall sorella del Garry di Pretty Woman o di Frankie and Johnny (per dirne giusto un paio). La regista ci ha regalato grandi perle come Ragazze vincenti, Risvegli e Big.

Per questo piccolo consiglio natalizio partiremo proprio da Big, con un giovanissimo Tom Hanks nei panni di Josh Baskin, dodicenne che chiede al mago Zoltan di non essere più un bambino. Ricordate la famosa scena in cui Josh suona il  pavimento a tastiera nel negozio di giocattoli? Così ricordando col sorriso quel momento mandiamo un pensiero alla ragazza vincente Penny e al contempo ci colleghiamo al nostro film di Natale, che riprende quella scena e la inserisce all'interno del suo universo di citazioni, di omaggio e distruzione del grande immaginario cinematografico hollywoodiano.

Una specificazione: lungi da noi con questo consiglio snobbare i grandi classici natalizi come Mamma ho perso l'aereo o La vita è meravigliosa. Non facciamo parte di quel gruppo di persone che sbuffano ogni vigilia di Natale di fronte all'ennesima messa in onda di Una poltrona per due. Per quanto ci riguarda di Una poltrona per due non ne abbiamo mai abbastanza.

Sballati per le feste (in inglese The Night Before) di Jonathan Levine è la storia dei tre amici Isaac, Ethan e Chris, che ogni vigilia di Natale si riuniscono per passare la notte a far follie. Quest'anno la situazione è un po' diversa, il tempo è passato e Isaac e Chris, almeno in apparenza, sono entrati a far parte del mondo degli adulti e sono decisi a porre fine a questa tradizione.

 

 

 

The Night Before è perfetto per passare un buon Natale. Il mondo è sempre quello di Goldberg e Rogen, i figliocci di Judd Apatow entrati di sfondamento a Hollywood. Non manca quindi quel muoversi ossessivo fra suggestioni e citazioni cinematografiche, quel ripensare l'immaginario filmico con cui questi giovani autori sono cresciuti. Di tutte le pellicole natalizie prevale La vita è meravigliosa anche se in questo caso Clarence, l'angelo senza ali che salva George Bailey, è Michael Shannon nei panni di Mr.Green, ex bidello del liceo che rifornisce d'erba tutti i ragazzi del quartiere. La parola adeguata per riassumere questa nostra scelta di Natale è blasfemia. I figliocci di Apatow distruggono i sacri pilastri della cinematografia statunitense facendoli esplodere dall'interno, come dinamite. Così crolla il mito poetico della prima volta nel teen movie Suxbad o la collina luccicante di Hollywood che non viene risparmiata dall'apocalisse in This Is The End. Così qui si vive uno strano Natale all'insegna di foto di peni su Tinder.

 

Stiamo vivendo una strana impasse narrativa, un ritorno al passato in cui il pensiero si fa nostalgico e si rifugia, forse per questa paura del nuovo che ci attanaglia, nel vecchio, nelle storie già conosciute che vengono riesumate e solo apparentemente rinnovate. Piuttosto costrette all'oggi e quindi snaturate. Per questi ragazzi invece le sacre pellicole sono genitori da amare e quindi, necessariamente, da uccidere. Solo distruggendo si può ricreare. Un riciclo del vecchio per il nuovo e non il vecchio propinato come una minestra riscaldata. Che si perda questa forma devozionale verso immagini di un passato che è passato, per l'appunto. 

Qui si va in chiesa sotto funghetti e si vomita durante la messa.

Insomma, insieme agli amati film del Natale che ci ossessionano, tenete un posticino a tavola anche per questi svitati qui.

 

 

 

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