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Bancarella Netflix - Manchester by the Sea, di Kenneth Lonergan

January 15, 2019

 

 

Due parole sul perché Manchester by the Sea 

 

Lee (Casey Affleck) vive a Boston dove lavora come tuttofare. Conduce una vita solitaria ed è molto riservato. Ogni tanto un dolore fortissimo riemerge dal suo passato, l'unico modo per sedare è bere e fare a botte. Soffrire un dolore fisico che in confronto a quello interiore non è niente. Un giorno riceve una telefonata dalla sua città natale, Manchester (Massachussets), che lo informa che il fratello maggiore Joe (Kyle Chandler), da anni malato di cuore, ha avuto un infarto. Raggiunta la città è già troppo tardi, Joe è morto e Lee scopre di essere stato nominato tutore del nipote sedicenne Patrick (Lucas Hedges).

 

Manchester by the Sea è un film che racconta il lutto e di conseguenza l'infinità di sentimenti, sensazioni e situazioni che ne scaturiscono. C'è l'incredulità iniziale, la rabbia sempre sottintesa, poi l'apatia che soffoca ogni spinta vitale. C'è un colore grigio-blu che accompagna ogni scena, che bagna ogni visuale di Manchester, città di mare e pescatori, di neve e di pub, perfettamente restituita dalla fotografia di Jody Lee Lipes. La recitazione di Casey Affleck è sottratta e silenziosa, il cuore del suo personaggio è spezzato per sempre. Accanto alla sottrazione c'è l'eccesso della musica classica, irrompe un Adagio per Archi e Organo in Sol Minore, la tragedia più nera si abbatte sui personaggi insieme all'impossibilità  disperata di cambiare il passato. Forse c'è addirittura qualcosa di troppo, ma si avverte la fermezza del regista, non c'è errore, le scelte sono ben ponderate e senza tentennamenti.

 

Kenneth Lonergan, regista statunitense, ha alle spalle molte collaborazioni come sceneggiatore, fra cui Gangs of New York di Scorsese  o Terapia e Pallottole di Harold Ramis insieme al sequel Un boss sotto stress.

Film diversissimi fra di loro e Manchester by the Sea, terza opera da regista, non potrebbe essere più distante. Prima del film con il giovane Affleck c'è stato Margaret e prima ancora Conta su di me. Ricordo di aver visto Margaret subito dopo Manchester by the Sea: la giovane Anna Paquin interpreta una ragazza che assiste e causa involontariamente un incidente, vedendo la sua vita cambiare per sempre.

Di Lonergan colpisce questo aspetto tragico nel senso greco del termine, e cioè la sua volontà di restituire cinematograficamente il cambiamento inarrestabile e irreversibile conseguente ad un evento drammatico. I contorni del reale cambiano, è questo che Lonergan vuole restituire stilisticamente, ed è in grado di farlo alla perfezione.

Ma se in Margaret non c'era spazio per la leggerezza, con Manchester by the Sea è come se Lonergan tirasse fuori dal suo bagaglio di sceneggiatore le armi da commedia utilizzate per Ramis, decomprimendo il peso del film, facendo respirare le scene, sfruttando l'intesa perfetta fra Casey Affleck e Lucas Hedges.

Con questo bilancia gli eccessi di dramma e ci spiazza, subito dopo quegli archi così ruggenti e spaventosi. E di nuovo, sa farlo alla perfezione, si mantiene abilmente su un equilibrio perfetto e restituisce un film bellissimo. 

 

 

 Per chi lo desidera, il trailer :

 

 

 

 

 

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