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Irina, professione escort: “I miei clienti preferiti? Gli ottantenni”

January 25, 2019

“Pronto?”.
“Ciao, ho letto il tuo annuncio su internet. Volevo chiederti se posso passare tra una mezz’ora?”.
“Certo tesoro. Mi trovi a Trastevere. Chiamami 10 minuti prima di arrivare così ti do l’indirizzo esatto”.
“Va bene, grazie”.
“Ciao amore, a dopo”.

 

Arrivato davanti al portone del suo appartamento al piano terra chiamo Irina (nome chiaramente inventato), che subito mi apre e mi fa entrare. È una bella ragazza sulla trentina, ha i capelli castano chiaro, due grandi occhi verdi e indossa una biancheria intima che lascia molto poco spazio all’immaginazione.

 

Devo subito dirti una cosa: non sono qui per quello.

E che sei venuto a fare?

 

Vorrei farti un’intervista.
A me? E che mi vuoi chiedere?

 

Mi piacerebbe che mi raccontassi la tua storia.
Mmm… Non è che sei un poliziotto?

 

No, ma che poliziotto! Faccio parte di un piccolo giornale di quartiere.
Vabbè, proviamo. Ma se non mi va di risponderti non lo faccio. Ah, e niente video. Sono timida.

 

Di dove sei?
Sono rumena. Vengo da una piccola città che si chiama Cluj-Napoca. Ai clienti però dico che sono russa, tanto nessuno se ne accorge.

 

Quando hai iniziato a fare questo mestiere?
A 22 anni. Quando ero ancora in Romania.

 

Prima che facevi?
Lavoravo come cameriera in un bar.

 

Perché hai cominciato?
Per i soldi. Come tutte credo. I clienti del bar mi facevano sempre proposte, e così ho capito che potevo farlo diventare un lavoro. Una mia amica poi mi ha detto che in Italia si guadagna molto di più facendo la escort, così sono partita e ho cominciato a lavorare qui a Roma.

 

Ti piace questo lavoro?
È un lavoro come un altro. A volte è più faticoso e altre meno. Se non volessi più farlo smetterei.

 

Sei fidanzata?
In questo momento sono single. In passato ho avuto delle storie, anche con dei clienti, ma con il mio lavoro è meglio essere da sola.

 

Da quanto tempo lavori a Trastevere e perché hai scelto proprio questa zona?
Non molto, sono qui da qualche mese. Prima ero stata in altre zone, a San Giovanni e a Termini. Qui però è più tranquillo: ho meno clienti perché il parcheggio è più difficile da trovare, ma preferisco. Ora andrò un po’ a casa e tornerò tra circa un mese.

 

La tua giornata tipo.
Mi sveglio verso le 10. Mi vesto e vado a fare colazione al bar. Due volte a settimana vado in palestra qui vicino, mentre le altre mattine faccio shopping, vado al supermercato o mi faccio una passeggiata. Accendo il cellulare di lavoro solo dopo pranzo, verso le 14. A quel punto aspetto le telefonate dei clienti e fisso i vari appuntamenti sperando che quelli che mi hanno chiamato arrivino davvero. Non sai quanti telefonano, dicono che vengono e poi ti fanno aspettare tutto il giorno inutilmente. Ricevo fino a mezzanotte, poi stacco tutto, mi faccio una doccia e vado a letto.

 

Hai delle amiche o degli amici?

Maschi no. Ho alcune amiche che fanno anche loro questo lavoro. Con alcune ho diviso l’appartamento. Ogni tanto usciamo per prendere un caffè e fare due chiacchiere.

 

Ti ricordi la prima volta con un cliente?
Sì, avevo appena messo l’annuncio su internet. In quel periodo dividevo un appartamento con un’altra ragazza rumena. La sera mi chiama uno dicendomi che voleva passare. Ricordo mentre aspettavo che arrivasse. Ero abbastanza agitata. Quando è entrato in casa all’inizio non sapevo bene cosa fare, nonostante l’altra ragazza che già lavorava da qualche tempo mi avesse dato dei consigli. Poi l’abbiamo fatto. Lui non mi ricordo come era, ma alla fine, guardando che in 20 minuti avevo guadagnato 50 euro, ho pensato che non era così male come pensavo e che lo avrei potuto rifare.

 

Quanti clienti hai in media al giorno?
Ci sono giorni che ne viene uno solo o nessuno e altri in cui ne vengono anche 10.

 

Chi sono?
C’è di tutto. La maggior parte sono uomini di mezza età, ma vengono anche ragazzi giovani. Ogni tanto mi capita di dover chiedere il documento perché ho paura che siano minorenni. A volte invece vengono persone molto anziane, pure di ottant’anni. Da una parte sono i miei preferiti. Sono gentili e non mi fanno stancare molto: spesso basta che li tocco un po’ con le mani e loro sono contenti.

 

Perché i clienti vengono da te?
Secondo te? Vengono perché vogliono quello che non hanno a casa o fuori di qua. Cercano uno sfogo, una trasgressione. Alcuni sono sposati o hanno la ragazza, ma con loro non fanno quello che fanno con me.

 

La cosa più strana che ti hanno chiesto.
Molti vogliono essere dominati. Ho comprato apposta delle fruste che non lasciano segni, sono fatte apposta. Poi c’è chi mi chiede di usare lo strap-on (giocattolo sessuale che la donna si lega ai fianchi e con cui penetra l'uomo, n.d.r.) su di loro, e io lo faccio. Purtroppo sempre più persone vogliono cose non pulite, senza protezioni. Ma io mi rifiuto sempre. Ho molta paura delle malattie e mi stupisce che anche uomini adulti non si rendano conto dei pericoli nel fare certe cose.

 

Hai mai avuto delle clienti donne?
Mai. Non mi piacciono. Una volta una mi ha chiamato ma le ho detto di non venire. Non accetto nemmeno gli stranieri. Solo uomini italiani.

 

Quanto costano le tue prestazioni?
Io parto, per una cosa normale, da 50 euro per mezz’ora. Poi dipende da quello che uno vuole. Alcuni clienti mi hanno pagato 200 euro per un’ora.

 

Quanto guadagni mediamente in un mese?
Dipende. Ci sono periodi che arrivo a fare anche 15/20mila euro al mese. In altri anche meno della metà.

 

Ti sono mai capitati episodi spiacevoli mentre lavoravi?
Sì, ma non ne voglio parlare.

 

Hai avuto paura?
Molta, ma ti ho detto che non ne voglio parlare.

 

Capito. Hai un protettore?
No. Mai avuto.

 

Che rapporto hai con il sesso?
Mi piace, altrimenti non potrei fare questo lavoro. Ma è difficile che quando sto con un cliente riesca a lasciarmi davvero andare. Mi è capitato pochissime volte. Mi piace quando vedo che l’uomo gode con me, ma io per godere ho bisogno di essere attratta fisicamente dalla persona con cui sto, e questo capita poche volte.

 

Cosa pensi delle tante ragazze, spesso giovanissime, che vengono costrette a prostituirsi per strada?
Non lo so. Io personalmente non ne conosco nessuna. Penso che nessuno debba essere costretto a fare una cosa che non vuole, soprattutto un lavoro come questo.

 

Sei favorevole alla legalizzazione della prostituzione?
Beh sì. Poi a me non mi cambia molto ma credo che è inutile vietare una cosa che fanno in tanti e che è impossibile eliminare.

 

Quando smetterai?
Quando avrò fatto abbastanza soldi per non dover più lavorare o quando sarò troppo vecchia e nessuno mi vorrà più.

 

Toglimi l’ultima curiosità: che differenza c’è tra una escort e una prostituta?
Nessuna. Puoi chiamarmi prostituta, puttana o mignotta, sempre quello faccio. Diciamo che la parola escort è più chic.

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