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Quartieri dal Mondo | La Plaine, Marsiglia

February 11, 2019

Camminando per le strade di Marsiglia sembra di vivere in una sceneggiatura di un film. Film che cambia di volta in volta. Sarà il Mistral, il Port Vieux, l’odore di basilico, di pesce, di alcool, l’aria trasandata e travagliata di città difficile e multietnica. Basta affacciarsi sul porto per essere investiti da una ventata di nostalgia, farsi inebriare dal profumo di merci esotiche e trasportare dal fascino della vita dei marinai dalla sigaretta sempre accesa e dal bicchiere di pastis sempre troppo vuoto. Un film che vira dal bianco e nero ai colori di una città capace di sprigionarne di bellissimi. Difficile, ma non per questo brutta. Anzi. Una città multiculturale e che più volte si è trasformata in roccaforte per difendersi dagli attacchi esterni. Basta immergersi per le sue vie strette per respirare a pieno quell’aria di fratellanza. Qui è il popolo che comanda. Non a caso Jean-Claude Izzo, scrittore marsigliese, ripeteva come non fosse una città per turisti, ma per anime viaggiatrici che amano schierarsi e appassionarsi. Proprio nel centro della città c’è uno dei quartieri più difficili ma al tempo stesso affascinanti: La Plaine. Il nome significa letteralmente come spianata: un plan. Lo Plan de San Miquèu, diventato la Plaine Saint-Michel poi, negli anni ’20, piazza Jean Jaurés, ma i marsigliesi continuano a chiamarla la Plaine. Il termine si riferisce, aldilà del piazzale vero e proprio, a tutto il quartiere circostante. Qui, seguendo le strade segnate dai graffiti e dai murales, svoltando nella rue Vian, ci si può semplicemente lasciare prendere per mano dalle figure che riempiono i muri delle strade. Basta costeggiare il teatro Athanor per trovarsi a curiosare nei negozi di dischi e nelle piccole librerie di quartiere. Per lungo tempo quella piazza è stata la sede del mercato all’ingrosso aperto da mezzanotte all’alba, spostato nel 1972. Negli anni ’80 a farla da padroni sono gli spacciatori. Ma sotto la cenere bolliva un sentimento forte: la piazza chiedeva solo di tornare a vivere. Con pochi soldi si poteva aprire un café-concert. I più coraggiosi hanno investito e vinto la loro scommessa. Certo bisognava essere “bravi” per gestire un locale frequentato dalla gioventù marsigliese più irrequieta: tifosi dell’Olympique Marseille, redskins, bande dei Quartieri Nord, piccoli teppisti locali, writers e motociclisti. Ma dal caos nacque qualcosa di positivo dettato da quel sentimento di appartenenza condivisa. Fu l’epoca in cui si strinse una bella complicità tra la generazione del rock’n roll e quella del raggamuffin e dell’hip hop. La Plaine tornò a vibrare e soprattutto gli spacciatori si allontanarono. Nel tempo è germogliato un sentimento di mutuo soccorso generale tra gli abitanti. Oggi è sede del mercato più economico della città, nonché di un giardino con giochi per bambini, campo da bocce, alberi e panchine. Uno spazio attraversato da persone di tutte le età e le origini, vissuto dagli abitanti della zona in più forme, tra cui quella dell'Assemblea di quartiere, che lo fa vivere organizzando dibattiti e concerti, iniziative di solidarietà a lotte del territorio e pranzi condivisi, lo storico “carnevale indipendente”.

Il quartiere, però, è entrato da qualche anno nelle mire del più ampio progetto di riqualificazione del centro città (“Grande centre ville” ad opera della Soleam) voluto dal sindaco Jean-Claude Gaudin con lo scopo di attirare a Marsiglia un maggior flusso di turisti e di aumentare il passaggio di navi da crociera. Nello specifico il progetto intende trasformare la piazza in una “Rambla” tagliata a metà da una strada, ridurre il mercato di due terzi per fare spazio a chioschi adibiti alla vendita di souvenirs, restringere gli spazi gioco/stazionamento per poter aumentare i dehors dei locali. Insomma una Gentrificazione, ossia la trasformazione di un quartiere popolare in zona abitativa di pregio, con conseguente cambiamento della composizione sociale e dei prezzi delle abitazioni. Per fare questo, è previsto un cantiere (quindi la chiusura dell'intera piazza) di 3 anni, una spesa di 20 milioni di euro e il taglio di 80 alberi. L'11 ottobre i lavori sono ufficialmente iniziati e durante la mattinata si è tenuto l'ultimo mercato de La Plaine. La risposta degli abitanti è stata determinata e, nonostante lacrimogeni e spray urticanti, per tutta la settimana hanno presidiato la piazza. Il 16 ottobre è iniziato l'abbattimento degli alberi ma anche stavolta la forza della gente è riuscita a bloccare nuovamente i lavori. La manifestazione del 20 ottobre che ha coinvolto migliaia di persone di quartieri differenti ha dato un segnale molto forte alle istituzioni. Cittadini di origini ed età diverse hanno attraversato le strade principali di Marsiglia per ribadire a gran voce che le trasformazioni non possono essere imposte dall'alto, ma che sono le comunità che ci vivono a decidere del futuro dei quartieri.

 

Illustrazioni di Giulia Gardelli.

 

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