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Una foto per una storia | Episodio #1

February 11, 2019

Ho mostrato questa foto, scattata tra il ’73 e il ‘75° a vicolo del Cinque, a Emanuele Zarfati, per i Trasteverini “Jacche”, che ha il suo negozio proprio lì.

 

“Ciao  Jacche, riconosci la signora e la bimba ritratte nella foto?”

 

“Certo so’ zi’ Esterina co’ ‘a nipote Donatella davanti ‘a bottega de’ ferrivecchi. Me ricordo quando che la matina arivaveno Zambo, Madamadorè e Penna Nera, lei je anticipava er necessario pe’ comprà er fero vecchio, l’ojo de machina usato e er rame in giro pe’ Roma. ‘A sera loro je riportavano quello che aveveno trovato, lei pesava e valutava, e loro se guadagnavano così ‘a giornata”.

 

“Er marito de zi’ Esterina era Peppe Efrati, fratello de Leone “Lelletto” Efrati, er famoso pugile che a Chicago, nel ’38, sfidò Leo Rodak per il titolo mondiale dei pesi piuma. In famija se raccontava che dominò l’incontro ma er match finì pari e er titolo rimase in America. L’anno dopo ritornò a Roma pe’ sarvà ‘a famija dai rastrellamenti nonostante l’America j’avesse offerto ospitalità. Nei giorni dei rastrellamenti per le Fosse Ardeatine (24 marzo 1944) Lelletto cor fijo Romoletto erano stati caricati sul camion dei tedeschi. Lelletto diede ‘n carcio a Romoletto e lo buttò giù dar camion. Sto gesto sorprese i tedeschi e er regazzino riuscì a scampà dalla deportazione. Lelletto che invece fu deportato ad Auschwitz lo facevano combatte nel lager co’ quelli più grossi de lui. Morì co’ i guantoni allacciati er 16 aprile der ’45 dopo ave abbattuto 3 kapò che avevano massacrato de botte er fratello.

 

Alle Fosse Ardeatine, invece, fu fucilato Lazzaro Anticoli, detto Bucefalo er pugilatore, che era er nipote de Lelletto. Fu denunciato da Celeste di Porto (alias Pantera Nera, delatrice dei nazisti) er giorno prima della fucilazione dei 335 martiri. Sembra che lei lo denunciò a causa di un amore non corrisposto in cambio der fratello che era stato preso dai tedeschi durante er rastrellamento der 23 marzo.

Nella cella n.306, prima d’esse condotto ar martirio, lasciò un graffito: “Sono Anticoli Lazzaro, detto Bucefalo, pugilatore. Si non arivedo la famija mia è colpa de quella venduta de Celeste. Arivendicatemi”.


Io mi soffermo a pensare agli insegnamenti del Prof. Bernacchia al doposcuola della Giulio Romano: “una foto, deve essere capace di raccontare, di stimolare, di far pensare e… ricordare.

 

Nell’anno scolastico 1970/71, presso la Scuola Media Statale Giulio Romano, vengono istituite le LAC (libere attività complementari) da svolgere nel pomeriggio dopo le lezioni curriculari. Il laboratorio di fotografia era diretto dal Prof. Alfredo Bernacchia che ha insegnato a molti ragazzi trasteverini come me a rendere immortali i luoghi e le persone dell’epoca. In ogni numero, pubblicheremo una foto scattata in quel laboratorio che sarà l’occasione per raccontare una storia, intervistando chi conserva la memoria di quei tempi.

 

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