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Storie da sfornare a buffo | Frank Lentini, l’uomo con tre gambe quattro piedi e due piselli

March 2, 2019

Frank Lentini, l’uomo con tre gambe quattro piedi e due piselli

 

Nato nel 1889 Francesco Lentini fece prendere uno spavento a Mamma Giovanna e a Papà Natale perché nacque un po’ strano. Avvolto nelle coperte lo portarono subito da un medico che gli spiegò ai neogenitori che Francesco, nell’utero, si era inglobato il suo gemello siamese.

 

A Rosolini, provincia di Siracusa, anime poche e credenze tante, era già difficile vedere gemelli siamesi, figuriamoci vedere un unico essere che aveva tre gambe, quattro piedi e due piselli.

 

La scienza, ai tempi, non era di gran moda. Solo 9 anni prima in Francia, Pasteur scoprì che i batteri circolavano nell’aria, e comunque non se lo filava nessuno.  Porello Francesco, non era colpa sua, era biologia, era genetica, era, magari, uno di quei casi su un milione, ma sicuramente non era stato il Diavolo come dicevano mamma e papà e tutto il paese. Per tutti Lui era un mostro.

 

Con la benedizione/lavata di mani della famiglia, Francesco fu spedito su una nave diretta a Boston all’età di 8 anni accompagnato dalla zia Giacoma che non era la vera zia bensì una di Rosolini che voleva andare in America. “accollate pure il Freak”.

 

A cavallo tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900 in America spopolavano i Freak Show. La gente “comune” era incuriosita da questi personaggi con disabilità, tanto da trasformare questa sorta di voyerismo in una vera macchina da soldi. Ed è così che personaggi come Frank Lentini trovarono la loro fortuna spostandosi in giro per il paese con un circo, uno dei più famosi, di cui Lentini non solo faceva parte ma ne era il pezzo forte, chiamato Bailey Circus.

 

L’America, da nord a sud, impazziva per queste carovane di Freak. Le famiglie portavano i bambini a vedere i “mostri”, gli scienziati volevano studiarli, gli artisti volevano osservarli (basti pensare a Diane Arbus o a David Lynch, completamente ossessionati per i Freaks).

 

Interi dipartimenti universitari tutt’ora studiano il fenomeno degli show dei freak, da un punto di vista sociale, culturale e scientifico. Gli americani stanno ai freaks così come gli italiani stanno al cibo. È un’equazione, che forse, a un italiano, può far bene capire il tipo di ossessione.

 

Tornando a Lentini la sua fortuna non fu tanto quella di avere una terza gamba, ma quella di saperla usare bene, di saperla usare come timone nuotando, di saperci correre, andare a cavallo, pattinare sul ghiaccio, di farci capriole. Lui aveva in tutto e per tutto una marcia in più.

 

Nella sua autobiografia, scritta e pubblicata nel 1940, Lentini racconta di dover mangiare il triplo di un Bipide (così chiamava noi altri), proprio perché muovendosi di più consumava di più.

 

Alcune curiosità:
- Lentini, che aveva tre gambe, quattro piedi di cui uno atrofico, comprava sempre 2 paia di scarpe contemporaneamente.
- Lentini è stato il più longevo Freak della storia dei Freak. Muore all’età di 77 anni, per insufficienza respiratoria.
- Ritirato dalle scene all’età di 52 anni, Lentini fu anche noto per essere il portavoce dei diritti dei Freak. Egli stesso nella sua autobiografia apre un’aspra polemica verso la società “mi pagano per vedermi ma poi, quando vado a fare la spesa, mi scansano”. Fu uno dei primi a chiedersi “e se non ci fossero i Freak show, noi come faremmo ad essere inseriti per le strade?”.
- I Freak Show vennero vietati nel 1980, sebbene già da prima con l’avvento della chirurgia estetica ed in generale con il progredire della medicina molte di queste malformità o disabilità vennero curate a pochi mesi o anni dalla nascita.

 
In un mondo in cui esistevano uomini alti 2.72 m, uomini con le branchie, ani al posto di narici, donne con labbra inferiori della bocca lungo fino alle caviglie, ragazzi di 11 anni microcefali (detti teste di scimmia) che fumavano e bevevano, Lentini si distingueva per una cosa in particolare: aveva due piselli.
e non aveva solo due piselli, aveva due piselli funzionanti. Si. Due piselli funzionanti.

 

Le nostre ricerche non hanno portato a delle risposte, egli stesso nella sua autobiografia ne parla poco. Era un signore. La moglie, madre dei suoi quatto figli, tutti perfettamente sani, pare abbia solo confermato facendo cenno di si ad una domanda di un giornalista “sì sono funzionanti”, anche un po’ imbarazzata. Ma queste risposte non ci bastano.
 

Domande conseguenti alla storia narrata:
- Ma per funzionanti, si intende funzionanti contemporaneamente o prima uno poi l’altro?
- Se paradossalmente Lentini avesse usato il Viagra, cosa sarebbe potuto succedere?
- Se Lentini aveva una defiance sessuale ce l’aveva solo uno o tutte e due?
- Se c’aveva due piselli, quante palle c’aveva?
- Quanta distanza in centimetri percorreva tra un membro e l’altro? Poteva la moglie, o la di lei della situazione, praticare Fellatio e penetrazione contemporaneamente?
- Nel caso in cui l’uomo più brutto antipatico con la puzza di alito borioso saccente e noioso fosse in possesso di due piselli, potrebbe comunque suscitare della curiosità sessuale a tal punto da finirci comunque al letto? Così per mettere una ( o due) tacchette in più, per andare al bar il giorno dopo e raccontarlo alle amiche o agli amici? “Oh non sai che ho fatto ieri sera”?

 

Queste risposte, forse, non arriveranno mai.

 

Storie da sfornare a buffo

 

Nessuno crede alla casualità. Plasmati da una mente più scientifica che spirituale diamo sempre una spiegazione a tutto quello che accade, o quantomeno la cerchiamo con affermazioni del tipo “non è possibile” “ci deve essere una ragione” non rassegandoci ad un semplice “a volte accade”.

 

Essendo sempre state persone nella media, in tutte le sfere della nostra vita, non siamo mai stati in positivo quell’uno su milione né di conseguenza crediamo di poter essere quell’uno su milione in negativo.

 

Quindi, probabilmente come non siamo mai stati quelli che sbancavano al lotto o si sposavano un milionario conosciuto sull’8 indossando il pigiama, non saremo di conseguenza quelli che moriranno sotto il colpo in testa di un uccello morto caduto dal cielo, o anche in un incidente aereo, o addirittura di unghia incarnita necrotizzante.

 

Ed è proprio in questo ragionamento né scientifico né spirituale bensì più pressappochista che si nasconde l’errore. Se vi è una probabilità, vi è anche una possibilità. Di conseguenza, tutto quello che è singolarmente o collettivamente probabile è anche possibile.

 

Qui di seguito verranno raccontate storie realmente successe a persone o a gruppi di persone, improbabili, oseremo dire, quasi impossibili.

 

Lo stile sarà schietto sincero quasi didascalico, a tratti dissacrante. Al limite del cinico, ma non per licenza poetica semplicemente per enfatizzare lo sconcerto, il “ma non ci credo”o il più gergale “ma che cazzo stai a dì?”.

 

La curiosità, in definitiva, non è altro che fame di storie, attesa di risposte.

 

E queste sono storie curiose, male che va da sfornare in un momento di silenzio durante una conversazione fiacca.

 

Le storie di seguito scritte non sono frutto della nostra fantasia, ma realmente esistite, talmente assurde che la nostra stessa fantasia sarebbe ben lieta di esserne la genitrice.

 

Illustrazione di Federico Russo

 

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