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Hotel Roma Libera: sotto sequestro l'ex caserma dei Carabinieri

April 10, 2019

Lo scorso 8 aprile la polizia di Roma capitale ha sottoposto a sequestro l’edificio di via Morosini che fino a pochi anni fa ospitava la caserma dei Carabinieri della compagnia di Trastevere.

Da qualche tempo, alcuni residenti avevano notato che sul tetto del palazzo che sia affaccia su piazza San Cosimato erano spuntate delle nuove strutture (vedi foto sopra), che ne avevano aumentato di qualche metro l’altezza. Pochi giorni dopo, ai numeri 20, 22 e 24 di via Morosini e al 4 di via Roma Libera, sono stati applicati i sigilli.

L’Arma aveva lasciato l’immobile (che ha una dimensione di circa 5mila metri quadri) nel giugno 2016, trasferendosi nella nuova sede di via Garibaldi e risparmiando così quasi un milione e mezzo l’anno di affitto che pagava al gruppo immobiliare Piperno, a quei tempi proprietario dell'edificio.

 

Il palazzo di fine Ottocento, così, è stato venduto ad un fondo del Qatar, che voleva trasformarlo in un albergo a 4 stelle, chiamandolo Hotel Roma Libera.

 

L'intenzione degli sceicchi era quella di realizzare almeno cento stanze oltre alle suite, con al piano terra un ampio locale bar-ristorante annesso alla reception e alla hall (dove prima c'era lo storico bar "delle guardie") e una terrazza a 360 gradi all’ultimo piano.

 

Come riportato sul sito di uno degli studi d’architettura incaricati del progetto di riconversione, il cambio di destinazione d’uso, da residenziale a turistico-ricettivo, prevedeva la completa redistribuzione degli spazi interni, con la conservazione delle facciate storiche esterne.

 

I lavori nello stabile, andati avanti a rilento e in sordina, sono iniziati dopo che, con il trasferimento della caserma, il palazzo era stato sgomberato dall’occupazione che in un batter d’occhio era stata tentata da alcune persone.

 

Il motivo concreto del sequestro, per ora, non è dato sapersi, ma da quanto si legge sull’avviso esposto dalla polizia di Roma capitale, che fa riferimento al Testo unico in materia edilizia (D.P.R. 380/2001), molto probabilmente si tratta di qualche irregolarità nelle pratiche relative ai permessi per costruire.

Adesso, con i sigilli posti sui portoni del palazzo, il progetto sembra subire una brusca frenata, anche se dallo studio di architetti interpellato sulla vicenda fanno sapere di essere ottimisti circa una risoluzione positiva che porterà alla realizzazione dell’albergo.

 

Il fascicolo, intanto, è nelle mani del magistrato della procura di Roma incaricato che eseguirà le opportune indagini. Staremo a vedere.

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