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Intervista a Gabi Scardi, curatrice della mostra Unseen/Non visti

May 13, 2019

Intervista a Gabi Scardi, curatrice della mostra in esposizione al Museo di Roma in Trastevere

 

Ci parli di Unseen

Unseen è una mostra collettiva che tende a parlare dell’Europa in un modo diverso da come viene comunemente raccontata. Non si parla solo di Europa politica ma di Europa geografica. I quattro fotografi della mostra sono appartenenti a quattro aree geograficamente europee, le stesse che verranno raccontate. Due paesi, interni all’Unione Europea (Italia e Germania), un paese che sogna di entrarci (Albania) e un paese che probabilmente non ci entrerà mai né ambisce a farlo (La Bielorussia). È stato chiesto agli autori di realizzare dei reportage non solo visivi ma anche scritti tramite degli sguardi incrociati: il fotografo italiano Livio Senigalliesi è stato in Italia ed in Bielorussia; il fotografo bielorusso Andrei Liankevich è stato in Bielorussia e in Italia. Stesso incrocio è avvenuto tra la fotografa albanese Mila Teshaieva, andata sia in Albania che in Germania e la fotografa tedesca Jutta Benzenberg andata sia in Germania che in Albania. Queste aree scelte hanno in comune l’essere state di relativa centralità, industrializzazione, estrazione minerale per poi, per motivi geopolitici, essersi ritrovate ai margini, dismesse. Un margine non solo politico ma anche sociale. Quello che si vuole raccontare di questi luoghi è che non solo esistono ma sono ricchi di specificità; centri per le persone che lo abitano.

 

Perché questa necessità narrativa di far vedere lo stesso luogo ad un fotografo appartenente all’area ma anche ad un fotografo non appartenente all’area, quale apporto può dare essere esterno all’ambiente?

Tutti i fotografi sono stati scelti per la loro capacità di relazionarsi, di raccontare. L’idea è stata proprio quella di avere due visioni diverse, due sensibilità di chi è dentro e di chi è fuori, uno sguardo attento ma al contempo diverso. Restituire due aspetti dello stesso luogo. Ogni sensibilità è colpita da qualcosa di diverso all’interno dello stesso ambiente.

 

Quanto tempo hanno passato gli autori nei luoghi di non appartenenza?

Alcuni per qualche settimane, altri sono andati a più riprese, altri ancora hanno chiesto di tornare, hanno avuto bisogno di elaborare per poi tornare sui luoghi della storia da raccontare. Sempre però dopo essersi preparati. Soprattutto sono stati accompagnati da guide che potessero aiutarli ad approfondire la cultura del luogo.

 

In Unseen si parla molto di memoria, di storie non raccontate di emarginazione sociale e geopolitica. quanto è importante associare l’immagine ad un testo che possa inserire l’immagine, già di per sé narrativa, in un contesto più ampio?

Molto, per questo abbiamo creato due libricini con dei testi per raccontare le storie dei protagonisti delle foto, chi sono, da dove vengono, cosa hanno da raccontare.

 

La mostra tornerà nei luoghi narrati?

Speriamo che possa tornare.

 

Biglietto d’ingresso: Intero € 6,00 • Ridotto € 5,00

Residenti: Intero € 5,00 • Ridotto € 4,00

Orario: fino all’8 settembre 2019

Da martedì a domenica ore 10:00 - 20:00 • Lunedì chiuso

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