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Mick Jagger: "King of Pillow", Re del Cuscino

March 23, 2019

Comunemente le persone hanno nella loro vita sessuale alti e bassi. Si passa dalla balla di fieno roteante nel deserto alle chiacchiere egomoniache da bar “non sai quanto sto a scopà”. Anche a livello ormonale ci sono momenti più o meno significativi: una sfiorata di mani può far tremare così come un corpo nudo non sortisce alcun effetto. Un po’ dipende dalla propria selettività, dalla timidezza, dalla capacità di buttarsi oppure no, ma principalmente la vita sessuale è dettata dalla libido.
Così come esistono persone che mangiano la bruschetta con la forchetta, persone che praticano il cicloturismo o persone che “spizzicano” invece di mangiare, esistono persone con una scarsa libido.
Ma qui di seguito verrà narrata la storia di chi invece la libido ce l’ha avuta prepotente, violenta, tanto da tramutarla in energia, in ispirazione artistica, in musica.
Se si pensa a Mick Jagger chiuso in una stanza lo si può facilmente immaginare attivo, nervoso, un fascio di nervi, senza pace, con un motore interno irrefrenabile, al limite della follia “e statte bono un attimo”.
Co-fondatore dei Rolling Stones, persecutore del famoso detto sesso, droga e Rock’n’roll, Jagger si è distinto nella storia della musica per aver portato quella carica sessuale su i palchi del mondo. Una bestia da palcoscenico, un’animale indomabile, ferormone impazzito suscitava negli animi impulsi sessuali anche solo all’ascolto. Non è un caso che i dischi dei Rolling Stones siano colonna sonora di attività orizzontali in tutto il mondo. La chiesa lo definiva blasfemo, volgare, perché anche lei percepiva quella carica inestinguibile. Tutte le donne che andavano ai suoi concerti o che lo guardavano in televisione o lo ascoltavano per radio venivano colte da una botta di vita, da un friccicorio nel basso ventre. La gente si spogliava in sua presenza, gli lanciavano reggiseni, gli aprivano le cosce, dovevano scopare.
E tutta questa fascinazione che si portava dietro non era certo dettata dalla sua bellezza, perché diciamolo senza pietà, Mick Jagger non è mai stato bello. 177 centimetri di altezza per un peso irrisorio variabile dai 50 ai 55 kilogrammi. Due gambette smunte ma agili, poca massa muscolare, un viso che è sempre stato scarno, eppure tutte ci stavano in fissa.
È stato sposato due volte, ha avuto altre due compagne fisse, una morta suicida l’altra, l’attuale, di 44 anni più giovane di lui che lo ha reso padre per l’ottava volta all’età di 73 anni. È cinque volte nonno e una volta bisnonno.
In una recente intervista Jagger ha dichiarato di aver avuto 4000 donne e molteplici uomini. Fermi tutti. 4000 donne e molteplici uomini.
Rapido calcolo: mettiamo il caso che Jagger abbia cominciato a scopare a 16 anni. Oggi ne ha 76. Questo lo rende sessualmente attivo per 60 anni. 4000 diviso 60 fa 66.6 periodico. Ogni anno della sua vita sessuale Jagger si è scopato 66.6 periodico donne. Che fa 5.5 periodico donne ogni mese della sua vita sessuale.
Se si pensa al fatto che era uno dei musicisti più ambiti sessualmente della storia della musica si potrebbe erroneamente pensare che 5.5 periodico donne al mese non siano poi così tante. Alla fine dividendo quella somma per settimane fa 1.38 donne a settimana. Ma in questo calcolo va anche ricordato che oltre ai giorni dei concerti in cui presumibilmente poteva giacere con anche 3 donne contemporaneamente, i giorni delle sfarzose feste in villa in cui si celebrava Dioniso le orge e quant’altro; vanno anche annoverati i giorni di malattia, in cui aveva l’influenza, o i giorni in cui dormiva o i giorni in cui, chessò, andava a trovare la nonna o veniva ricevuto dalla Regina Elisabetta II. Giorni in cui, insomma, praticamente non poteva proprio scopà.
Tenendo anche stretto a mente il fatto che Mick Jagger oltre ad essere famoso come musicista e tombeur de femmes è anche noto per essersi drogato come se non ci fosse un domani.
Non volendo fare illazioni è anche altamente probabile che innumerevoli volte non ce l’ha proprio fatta a scopare.
Partendo dal presupposto che, pur essendo un argomento che suscita curiosità, difficilmente si chiede alla gente con quante persone sei stato a letto? E anche se si ha una confidenza intima con i propri amici è vicino all’impossibile che qualcuno risponda una cifra simile. Si, ci sono annate buone e annate meno buone. Se proprio un’annata è come il Barolo 1998 allora forse, forse, si raggiungono cifre simile al 66,6 periodico in un anno. Ma non è realmente possibile, da essere umano non celebre non miliardario non ostentatamente ormonale, raggiungere questa cifra per due anni di seguito.  Figuriamoci per 60.
Questo rapido calcolo non solo esclude quei “molteplici uomini” citati da Jagger, ma è solo una media; il che vuol dire che se vari anni, magari gli anni in cui era sposato, sono stati “fiacchi” con una media di 20 donne l’anno, gli anni più libertini, hanno una media di 80 90 donne annue. Il che palesa non solo l’infedeltà di Jagger, di cui immaginiamo le rispettive fossero consenzienti, ma anche l’americano detto “king of pillow”.
Ma se tu sei Mick Jagger e vivi in un mondo in cui tutte o quasi tutte ti si vogliono portare a letto, in cui ti sei ritrovato modelle, attrici, groupies, fregne o non fregne nel letto nude vogliose, impazzite per te, quanto mai ti ci sarai dovuto impegnare se non, forse, per mantenere l’erezione per un lasso di tempo sufficiente?
E noi ce lo immaginiamo così, animale da palcoscenico, mostro musicale, mingherlino, scheggia impazzita, pepe al culo, incapace di sobrietà, strafatto, ubriaco, miliardario. Ma a letto, con le braccia dietro la nuca adagiato sul cuscino con membro pronto che dice anche un po’ pigro “fainpò come te pare”.

Domande e curiosità conseguenti alla storia narrata:
-definizione di “King Of Pillow”. Diffusa anche tra i comuni mortali il “King of pillow” è la disposizione più o meno pigra di chi, durante un’attività sessuale, lascia fare tutto all’altro. Tradotto “re del cuscino” è la definizione di chi non tanto metaforicamente non lascia mai la nuca distante dal cuscino. Chi, insomma, è poco partecipe al diletto sessuale.
- come fa una persona che ha vissuto 7 vite e che si è drogato senza limiti a ricordarsi tutta la gente con cui ha avuto un’attività sessuale? Che ci sia un taccuino che porta sempre con se con i suoi appunti? E se si, si ricorda tutti i nomi? O che magari ci siano solo tacchette. O solo giorni in cui ha fatto sesso e con quanta gente? Quanto potrà mai valere quel taccuino?
- in base a cosa e come si sceglieva la fortunata o fortunato che poi Jagger si portava a letto? Tipo “tu tu e tu andiamo”? o che forse ci fosse o ci sia una persona dell’entourage di Jagger che faccia proprio il selezionatore? Se si, quanto viene pagato?
- Varie persone hanno battuto il record di Mick Jagger (tra quelli che hanno dichiarato il numero):
John Holmes. Porno attore. Attività cominciata a 13 anni. Finita a 43. 30 anni di attività. 14.000 partners sessuali. Una media di 466.6 periodico annui. 38.8 periodico mensili. 9.72 settimanali. 37 centimetri di pene. Sicuramente, ma lo faceva di mestiere, non un King of Pillow.
Jim Morrison. Musicista. Attività cominciata a 14 anni. Finita a 27. 13 anni di attività. 1000 partners sessuali. Una media di 76.92 annui. 6.41 mensili. 1.60 settimanali. Tenendo a mente la sua propensione per l’lsd. Altro King of Pillow.
Fidel Castro. Leader politico. Fonte non riconosciuta, poco credibile. Dichiarazione non fatta da lui stesso ma da un suo collaboratore. Attività cominciata a 18 anni. Finita a 80. 62 anni di attività. 35.000 donne. Una media di 564,51 annue. 47.04 mensili. 11.7 settimanali. Se vero, senza ombra di dubbio king of pillow, più sigaro cubano in bocca.
Tutte queste persone sono decedute. Il che rende Mick Jagger il detentore vivente di record.
- Casanova, scrittore pensatore veneziano del 1700 da sempre noto per le sue conquiste in realtà era na mezza sega perché si vantava di aver avuto 121 donne. Attività cominciata a 16 anni. Finita a 73. 57 anni di attività. 121 donne. 2,12 annue. 0.17 mensili. 0.044 settimanali. È vero, era il 1700 e sicuramente ci si impegnava di più, ma cercando di vedere del buono in questa fallacea nomea tutti noi potremmo essere Casanova, difficilmente potremmo essere Mick Jagger.

 

Storie da sfornare a buffo

Nessuno crede alla casualità. Plasmati da una mente più scientifica che spirituale diamo sempre una spiegazione a tutto quello che accade, o quantomeno la cerchiamo con affermazioni del tipo “non è possibile” “ci deve essere una ragione” non rassegandoci ad un semplice “a volte accade”.

 

Essendo sempre state persone nella media, in tutte le sfere della nostra vita, non siamo mai stati in positivo quell’uno su milione né di conseguenza crediamo di poter essere quell’uno su milione in negativo.

 

Quindi, probabilmente come non siamo mai stati quelli che sbancavano al lotto o si sposavano un milionario conosciuto sull’8 indossando il pigiama, non saremo di conseguenza quelli che moriranno sotto il colpo in testa di un uccello morto caduto dal cielo, o anche in un incidente aereo, o addirittura di unghia incarnita necrotizzante.

 

Ed è proprio in questo ragionamento né scientifico né spirituale bensì più pressappochista che si nasconde l’errore. Se vi è una probabilità, vi è anche una possibilità. Di conseguenza, tutto quello che è singolarmente o collettivamente probabile è anche possibile.

 

Qui di seguito verranno raccontate storie realmente successe a persone o a gruppi di persone, improbabili, oseremo dire, quasi impossibili.

 

Lo stile sarà schietto sincero quasi didascalico, a tratti dissacrante. Al limite del cinico, ma non per licenza poetica semplicemente per enfatizzare lo sconcerto, il “ma non ci credo”o il più gergale “ma che cazzo stai a dì?”.

 

La curiosità, in definitiva, non è altro che fame di storie, attesa di risposte.

 

E queste sono storie curiose, male che va da sfornare in un momento di silenzio durante una conversazione fiacca.

 

Le storie di seguito scritte non sono frutto della nostra fantasia, ma realmente esistite, talmente assurde che la nostra stessa fantasia sarebbe ben lieta di esserne la genitrice.

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