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Racconti trasteverini | Il soldato Marco

May 16, 2019

Rumore di spari e di bombe di sottofondo.

Marco è un soldato semplice del reggimento delle truppe del battaglione commando. Il suo plotone è in procinto di uscire dalla propria postazione per rispondere all’attacco dei nemici. Bombe e colpi di mitra impazzano nell’aria, il plotone è carico e pronto ad andare in battaglia. Luigi, il plurimedagliato, cazzutissimo soldato leader, sta facendo un discorso ai suoi compagni:

 

LUIGI: Perché adesso noi usciamo e gli rompiamo il culo!

SOLDATI: SII!

LUIGI: Noi ammazziamo tutti i nemici perché siamo dei cazzo di killer!

SOLDATI: SIIII!

SOLDATO LUIGI: NOI VINCEREMO QUESTA BATTAGLIA!!! ANDIAMO!!

SOLDATI: SIIIIII!

SOLDATO LUIGI: UCCIDIAMOLI TUTTI! E SE SARÀ MORTE SARÀ

GLORIA!!

SOLDATI: SIIIIIII!!

 

Marco però ci tiene a precisare:

 

SOLDATO MARCO: Ragazzi non mi ricordo come funziona la bomba K: prima sgancio la leva, inserisco la chiave e poi tiro, o prima la chiave poi la levetta…

 

Stanno uscendo tutti ormai, nessuno l’ha sentito. Marco ha paura. Si sente a disagio e impreparato. Nonostante abbia la sensazione di essersi leggermente cagato addosso decide di seguire i suoi compagni. Si spara a valanga, schizzi di sangue e carri armati a muso duro per le strade. Va verso il suo leader:

 

 

SOLDATO MARCO: Luigi scusami, potresti per caso spiegarmi la bomba K come…

SOLDATO LUIGI: Soldato semplice, te l’ho spiegato mille volte: Devi prima inserire la chiave poi la levetta!!

SOLDATO MARCO: Ah ok.

SOLDATO LUIGI: E poi staccare la linguetta.

SOLDATO MARCO: Ah! Quindi la levetta e la linguetta sono due cose diverse? Non l’ho mai capita bene questa cosa.

SOLDATO LUIGI: Vuol dire, aspetta, ucciso stronzo! Cazzo sì! La linguetta è posta sul lato destro dell’apparecchio e generalmente è di colore rosso, in alcuni, pochissimi casi, è di colore verde.

SOLDATO MARCO: Questa è rossa, bene quindi adesso vado sul lato destro… Ma è rotonda la bomba K come faccio a capire qual è il lato destro?

SOLDATO LUIGI: Ah hai detto K? Non so perché mi era venuta in mente la CK... Scusami... È vero questa è rotonda... Vabbè non la usare no?

SOLDATO MARCO: Io devo usarla! Devo piazzarla sotto il carrarmato, se vuoi andarci tu però.

SOLDATO LUIGI: Aspetta: gli ho spappolato il cervello, dimmi.

SOLDATO MARCO: Se ti va dicevo...

SOLDATO LUIGI: Ah no io non posso sono troppo importante qui! Vai da Fruberg!

SOLDATO MARCO: Grazie mille... Aspè, qual è Fruberg?

SOLDATO LUIGI: È quello alto biondo occhi azzurri e fare inquietante

SOLDATO MARCO: Biondo occhi azzurri e fare inquietante... Vabbè.

 

Marco è alla ricerca disperata di questo Fruberg. Vede in lontananza un ragazzotto biondo occhi azzurri e aria inquietante che spara all’impazzata con uno sguardo sadico, lo punta e gli dice:

 

SOLDATO MARCO: Ehi tu? Scusa? Scusami? Ooh? Sei Fruberg per caso?

SOLDATO FRUBERG: Sì perché, successo qualcosa?

SOLDATO MARCO: No, no, è che mi serviva un’informazione NOOO, cazzo!!

 

Hanno colpito Fruberg. Ora Marco si sente a disagio, impreparato ed è martoriato dai sensi di colpa.

 

SOLDATO MARCO: Mi dispiace Fruberg! Mi dispiace cazzo! Non dovevi morire Fruberg porca puttana!!

SOLDATO LUIGI: Maledetti bastardi noooo!!

SOLDATO MARCO: Ah Luigi, menomale che sei qui!!!!! Ti prego aiutami, mi sento in difficoltà!

SOLDATO LUIGI: Ma come ha fatto a morire Fruberg?

SOLDATO MARCO: Non lo so guarda io non lo so, dev’essere stato un incidente mi dispiace per Fruberg.

SOLDATO LUIGI: Era un soldato valoroso, aspetta, muori merda!!!

SOLDATO MARCO: Cavolo bravo Luigi... Come cazzo si fa esplodere questa bomba K di merda?

SOLDATO LUIGI: Vuoi la verità?

SOLDATO MARCO: Si se è possibile magari

SOLDATO LUIGI: Non lo so.

SOLDATO MARCO: Ah bene sono fottuto cazzo e ora?

SOLDATO LUIGI: La sai una cosa soldato?

SOLDATO MARCO: No, io non so un cazzo, sto per morire, ma perché sono tutti così incazzati qui!

SOLDATO LUIGI: Non piangere razza di frocetto!

SOLDATO MARCO: Ok ora mi calmo.

SOLDATO LUIGI: Ascolta quello che sto per dirti soldato: Mio padre era un soldato, mio nonno era un soldato, il mio bisnonno era un soldato, il nonno del mio bisnonno lavorava in fabbrica.

SOLDATO MARCO: Ah vabbè proprio un altro percorso il nonno del tuo bisnonno.

SOLDATO LUIGI: NO, produceva armi in un’acciaieria Prussiana…loro mi hanno insegnato una cosa molto importante: quando sei in guerra, sul campo di battaglia, ci sei solo tu, il tuo cazzo di fucile e Dio! Mi hanno insegnato che nelle difficoltà devi domandare a te stesso come salvare la pellaccia, se te stesso però non sa la risposta dovrai chiedere al tuo fucile di darti una mano, se finiscono i colpi del tuo fucile invece è a Dio che devi chiedere una mano.

SOLDATO MARCO: Sì ma io non ho finito i colpi del fucile è che ho solo questa bomba e non mi ricordo come si usa!

SOLDATO LUIGI: Chiedi a Dio ragazzo, chiedi a Dio e lui ti salverà le chiappe.

SOLDATO MARCO: Tu hai chiesto qualcosa a Dio?

SOLDATO LUIGI: Io gli ho chiestoauhhaaoo…

SOLDATO MARCO: NOOO non puoi morire!! Tu no! Aveva chiesto a Dio! Non è giusto!!! E ora che faccio, che cazzo faccio merda cazzo!!

Il soldato Marco non può contare più su nessuno, molti dei suoi compagni sono morti e, la morte di un leader in particolare è un grosso problema all’interno di un gruppo: Il gruppo senza leader si sfalda e scattano tensioni:

 

“È tutta colpa sua! Dove cazzo sta quello della bomba K? Basta io voglio disertare! Quando arrivano gli americani? Loro ti aiutano sempre! Voglio morire!! Voglio uccidere quel ritardato!! Luigi uno di noi!”

 

Marco ha paura, si sente a disagio, impreparato, doppiamente martoriato dai sensi di colpa e si sente un po’ preoccupato a stare vicino ai suoi compagni. La paura lo porta a trovare il coraggio: riesce a raggiungere il famoso “carrarmato a muso duro”, l’obbiettivo da eliminare. Ha individuato la posizione precisa dove piazzare la bomba ma ha dimenticato la distinzione tra linguetta e levetta... Sa che sbagliando potrebbe comunque svolgere la sua missione ma non ha alcuna voglia di morire. Parla a sé stesso ma sé stesso sta tremando; parla al suo fucile ma il suo fucile l’ha scordato in caserma; prova a parlare alla bomba K ma la bomba K non risponde; decide di rivolgersi a DIO:

 

“Caro Dio. Grande Dio. Come funziona questa bomba? Io non lo so, tu sì? Che cosa devo fare? Oooh? Dammi un segno per favore e, se puoi, se vuoi, non farmi morire!!!”.

 

All’improvviso, in lontananza, il soldato Marco vede una nuvola a forma di linguetta da bomba K; subito dopo però vede un pomodoro rosso schiacciato per terra, del colore della levetta.

 

“Le nuvole ci sono sempre, un pomodoro su un campo di battaglia no, non s’è mai visto, è un chiaro segnale divino, è rosso esattamente come la levetta. Grazie Dio! Che Dio ti benedica Dio! Oh Dio... Che tu sia benedetto Dio santo ma che sto dicendo… Aziono la levetta, aziono la levetta, aziono la LEVETTAAAA!”.

 

Non si sentono più i rumori di guerra. Silenzio di scatto. Marco si guarda intorno si tocca le mani e il corpo poi ragiona un secondo e dice:

 

“Era la linguetta”.

 

Illustrazioni di Giacomo Scoppola.

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