Proprio oggi, nel Lazio ed in altre regioni italiane, possono ricominciare le attività legate allo spettacolo, dal vivo e non, dopo il lungo periodo di pausa imposto, causa pandemia di Covid-19, dal governo italiano.

Trastevere vanta una grande quantità di teatri: dal Teatro Argot di via Natale del Grande al Teatro Trastevere di via Jacopa de’ Settesoli, si passa per l’Agorà e il Teatro Stanze Segrete di via della Penitenza, con in mezzo l’indimenticabile Teatro Belli, per citarne soltanto alcuni.

Non tutti, però, risponderanno allo stesso modo alla nuova situazione.

La riapertura è possibile, ma le restrizioni, tra distanziamento sociale e divieto di assembramenti, sono innumerevoli: ingressi contingentati che riducono le sale a una capienza dimezzata, continuo uso di mascherine, percorsi di entrata e uscita separati, personale addetto al controllo. I nostri teatri sono dunque costretti a ripensare i propri spazi e le proprie attività.

La possibilità di riaprire rimane una bella notizia, ma è certo che purtroppo non tutti lo faranno. Anche perché il calcolo è semplice: incassi più che dimezzati, costi sensibilmente aumentati.

Il trasteverino, per nostra fortuna, è una capa tosta e a mollare non ci pensa neanche. Ce lo dimostrano quest’oggi due teatri importantissimi per il rione, come il Teatro Argot e il Teatro Trastevere, che hanno deciso di rimboccarsi le maniche e ricominciare, piano piano, le loro attività nel segno del dialogo con la loro comunità e nel segno del ripensamento dei propri spazi.

Non a caso, dal Teatro Trastevere ci fanno sapere che “Dal 20 Giugno al 5 Luglio metteremo in scena ‘…quello che precede l’inizio dell’azione vera e propria’, che coinciderà con la prossima Stagione. Un tentativo nuovo di riavvicinarci al nostro pubblico, elaborando ludicamente le giuste ed attuali regole sociali vigenti in questo nuovo presente, sopra e sotto il palco. Due settimane di teatro con gli artisti che avrebbero dovuto portare in scena i propri spettacoli ma che hanno subito la cancellazione delle repliche a causa di questo necessario periodo di lockdown: il tutto secondo un’ottica di grande, ed in questo momento fondamentale, solidarietà artistica. Il prologo precede ‘…una commedia o un dramma’, e anche noi non faremo distinzione tra stili artistici, ma ragioneremo per altre categorie, quella del Necessario e della Socialità. Infine quello che proporremo avrà ‘…una funzione introduttiva o interpretativa’ del nuovo modo in cui vorremmo portare avanti il discorso comunicativo della nostra bella struttura, volto alla partecipazione, al coinvolgimento e all’etica del lavoro.”

Dal Teatro Argot, invece, si alza una voce un pochino diversa perché non ci sarà alcuna messa in scena, almeno per ora. “Ripartire? Non ci convince molto l’idea di riprendere da dove avevamo lasciato, come se in mezzo non fosse successo nulla. Il tempo che abbiamo vissuto in questi tre mesi è stato solo in apparenza ‘sospeso’. Ci sembra più appropriato parlare di un ‘nuovo inizio’. Così, oggi, riapriamo con la consapevolezza che non sarà possibile riprendere la stessa routine di prima: il mondo è cambiato e noi siamo cambiati. Gli spettatori che potranno assistere agli spettacoli nella nostra sala saranno soltanto 20, forse addirittura 15. Situazione pressoché incompatibile per qualsiasi artista o compagnia che voglia andare in scena nel nostro teatro, così come, in queste condizioni, sarà insostenibile la gestione economica dello spazio. Cosa significa questo? Che al momento per il Teatro Argot Studio non sarà possibile pianificare una programmazione teatrale che consenta l’ospitalità di compagnie esterne, almeno finché le regole comportamentali e le precauzioni sanitarie che siamo giustamente chiamati a osservare non cambieranno. Come abbiamo intenzione di andare avanti? Semplice. Un passo alla volta esplorando il nuovo mondo che ci troviamo davanti dopo il lockdown dovuto all’emergenza Covid 19. In questi mesi abbiamo ricevuto tantissime mail di progetti e proposte per “Il Teatro di Domani” che ora stiamo studiando con grande entusiasmo: sono il segnale che anche gli artisti non hanno intenzione di essere dimenticati e di starsene con le mani in mano. L’Argot è da sempre uno spazio teatrale che ospita e programma teatro sperimentale ma è anche una compagnia di produzione: dal 22 giugno 2020 gli uffici di Via Natale del Grande saranno nuovamente aperti e attivi e vi si potrà accedere su appuntamento. In questo senso l’Argot tornerà a essere uno spazio di produzione per gli spettacoli della nostra compagnia. Inoltre sarà in grado di offrire servizi, dotazione tecnica e una sala perfettamente attrezzata per tutte le produzioni che saranno in cerca di uno spazio teatrale dove poter realizzare prove, allestimenti o registrazioni audiovisive.”. Riapre, dunque, almeno l’aspetto produttivo che significa lavoro per i propri collaboratori.

Non ci resta, dunque, che fare un grande in bocca al lupo ai nostri amici, animatori delle serate trasteverine da tanti anni, che lottano da tempo per permettere un ristoro dell’anima a chi abita le vie del nostro rione.

 

 

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